QUEI TERRIBILI FRATELLI MARX

Trovo che la televisione sia molto educativa.
Ogni volta che qualcuno l’accende vado in un’altra stanza a leggere un libro.

I fratelli Marx, Chico (1887-1961), Harpo (1888-1964), Groucho (1890-1977), Gummo (1897-1978) e Zeppo (1901-1979) protagonisti di fortunate stagioni nel vaudeville, nella commedia musicale a Broadway, e poi soprattutto nel cinema, non hanno lasciato molte testimonianze scritte, se si escludono gli appunti disordinati di Groucho, le sue Memorie di un irresistibile libertino, e la testimonianza di Harpo, Harpo parla! Eppure non si può introdurre il discorso sulla comicità senza soffermarsi su questi autentici numi tutelari della risata.

Che cosa deve interessare dei fratelli Marx all’aspirante autore comico? Ovviamente la loro magia nel manipolare i dialoghi e le parole in genere. Era perfettamente inutile scrivere copioni ben organizzati per loro. Lo sanno bene gli sceneggiatori Morrie Ryskind (1895-1985), S.J. Perelman (1904-1979) e altri che lavoravano ai loro film.

Quando i Marx si trovavano dinanzi alla macchina da presa, finivano invariabilmente per improvvisare. Così la migliore biblioteca per studiare la loro comicità non è formata dalle sceneggiature pubblicate dei film, bensì dalle trascrizioni effettuate alla moviola.

Leggiamo un monologo del capitano Spaulding, personaggio interpretato da Groucho Marx, in Animal Crackers. Il testo, raccolto da Francesca Bandel Dragone, è stato edito a cura de l’Unità.

Affascinata: io invece sono vaccinato, qui al braccio. Se fossi Eugene O’Neill potrei dirvi quel che veramente penso di voi: sapete, siete fortunate che il Theater Guild non metta su questo spettacolo. E anche loro lo sono! Scusate se mi dedico a uno Strano interludio. Bel paio di babbuine, cosa vi fa credere ch’io sposerei una di voi? Strano come soffi il vento, stanotte. Ha una sottile voce spettrale e mi ricorda il povero vecchio Mardsen. Oh, come potrei esser felice con ciascuna di queste donne se… entrambe andassero via! Allora, che ne dite ragazze, che ne dite, mi volete sposare?

Ancora una volta, ecco in primo piano la costante più importante della comicità, vale a dire quella capacità di accostare concetti e immediati rimandi all’esistenza quotidiana.

Dopo aver citato O’Neill, un’opera di successo come Strano interludio e una reminiscenza del Canto di Natale di Dickens, il più loquace dei Marx cambia tono, viene al dunque e fa delle smaccate avance.

Scrivere (IL METODO LE TECNICHE, GLI ESERCIZI), Fabbri Editori, 1993/1997.

QUEI TERRIBILI FRATELLI MARX
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